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Visto n. 6 del 8 febbraio 2008
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La prima famiglia del Grande Fratello
Katia e Ascanio presentano Matilda
Non rimpiangiamo le notti in discoteca
"Gli amici ci avevano spaventati: diventando genitori, non avremo più dormito in santa pace. Ma perchè dovrebbe essere meglio stare svegli a ballare?". Dicono i coniugi Pacelli. Risultato: pensano solo al futuro della loro piccola. Con una strana teoria, che prevede cuscini e coltelli....
Chiesa in Valmalenco,Sondrio. Estrema provincia italiana, meno di tremila abitanti. Trovare la casa di Katia Pedrotti è facile: è una palazzina rosa a tre piani, più alta delle sempilci case del paese. Il padre di Katia è un imprenditore del marmo e Katia, prima di partecipare al Grande Fratello 4, per poi convolare a nozze con il romano Ascanio Pacelli , un anno dopo nel 2005, doveva essere la reginetta della vallata. Quando arriviamo, Katia e Ascanio occupano l'ultimo piano della palazzina di famiglia. Si sono spostati dalla capitale, quartieri Parioli dove abitano, per portare Matilda dai nonni materni. Matilda è nata il 12 novembre ed è al centro dell'attenzione. In Italia è il primo bimbo nato grazie a un reality. Katia e Ascanio sono grati al Gf, ma si capisce che per loro fa parte del passato, tant'è che vi accennano appena durante l'intervista. E' evidente che in casa c'è una neonata. Sul tavolo sono impilati matandine e maglioncini, dimensione Pollicina. Domina il rosa e, curioso per una bimba così piccola , un morbido marrone: Su un lato, creme di Bulgari per "petits et mamans". Katia, che la sera prima abbiamo visto in paese sfidare le temperature della Valtellina con minigonna e microcappotto, ha lo sguardo luminoso. E' seduta su una sedia in mezzo alla stanza e sta ammirando Matilda: Ascanio ci accoglie da perfetto padrone di casa, ma nel frattempo guarda madre e figlia. Non si capisce se è più innamorato della moglie o di Matilda. Indossa una maglietta rosa Baby a maniche corte, che mostra i tatuaggi sulle braccia. Ne ha tantissimi, il primo ci racconta lui realizzato a 16 anni; l'ultimo il giorno dopo la nascita di Matilda. In mezzo un Pio XII, suo prozio, la saga di Re Artù, un tattoo sullo stinco destro in onore di Katia: mostra il Dio dell'amore polinesiano: All'inizio, Ascanio non vuole mostrare il tatuaggio che si è fatto per Matilda. "E' mio, è privato", ci dice con un sorriso di scusa. "E' in mezzo al mio cuore, dove c'è Matilda", aggiunge come spiegazione. Poi si lascia persuadere, solleva la maglietta che sembra un'ostrica sui suoi muscoli e mostra a noi, ma non al fotografo, un gigantesco cuore rosso, circondato da un'intricata foresta di rami. Al centro, il nome della figlia. Ascanio ha appena preso in braccio Matilda e l'ha cambiata. Katia non si è mossa dalla sedia, ma lo guarda concentrata. Ascanio, però ,sembra autonomo, come avesse passato un'intera vita a cambiare pannolini, infilare tutine e piccole calzamaglie. Durante l'intervista ai genitori, Matilda non piange, non si lamenta, qualche volta chiude gli occhi: s'addormenta. Quando si sveglia, sorride. Sembra una bambina buonissima. "Siamo stati molto fortunati", ammettono quasi fossero un coretto Katia e Ascanio. "Ci avevano detto che non avremo più dormito la notte, che la nostra vita sarebbe stata stravolta. Ma non è successo niente di tutto questo". Chiosa Ascanio: "Perchè una persona deve trovare fantastico fare l'alba in una discoteca , mentre se rimane sveglio per suo figlio lo vive come un sacrificio?". Katia annuisce, lo sguardo sempre luminoso. Katia, che cosa hai provato ,quando dopo nove mesi hai visto per la prima volta Matilda? Si intrufola Ascanio: "la nascita di Matilda é stata la mia piccola rivalsa. Per nove mesi non avevo fatto nulla, però sono stato il primo a vederla, sembrava un folletto sporco di sangue. Non piangeva, era bellissima". Katia: "Non vedevo l'ora che nascesse, di vedere come era mia figlia". E come volevi che fosse? " Bionda , con gli occhi azzurri. Sia io che Ascanio amiamo gli Stati Uniti. Siamo appena stati a Miami, noi due. Matilda è rimasta con mia madre. In America, i bambini sono tutti così belli, così biondi. Quando è nata Matilda, la prima cosa che mi hanno detto è che era sana. La seconda di non preoccuparmi: che era bionda, occhi azzurri. Penso, assomigli alla bisnonna tedesca di Ascanio, Margherita". Katia si muove nella stanza a piedi scalzi, indossa leggings neri e un maglionetricot che le arriva alle gambe. E' molto bella, anche senza un filo di trucco. E molto bionda: Ascanio la vorrebbe rossa: "Risalterebbero ancora di più i suoi occhi blu", confida lui: ma Katia scuote la testa: "Ascanio non capisce. Io mi sento bionda". Così, quando le domandiamo se è lei la bambina con il naso deciso e un caschetto castano, in una foto sulla libreria, Katia arriccia il nasetto e risponde. "Lì sono orrenda, ho cambiato il colore da ragazzina". Con la maternità Katia, hai mai momenti di crisi? Lei ascolta composta sul divano, Matilda dorme nella culla che era del fratellino di lei, Dionigi, Ascanio le sta accanto. "Sono felice", risponde lei: "Si é felice", aggiunge Ascanio. "Qualche volta, ha sbalzi d' umore. E' normale, dopo il parto", precisa riflessivo. Katia sgrana gli occhi, lo guarda. "Ho sbalzi d'umore, quando mi guardo allo specchio e vedo che la pancia non è andata via. Provo i jeans e non ci entro. Vorrei avere la mia pancina. Invece, ogni volta che esco di casa, non so cosa mettermi. Il dottore ha detto che in sei mesi tornerò come prima, ma sono impaziente e vorrei essere come prima, adesso". Un sospiro. L'umor scuro di Katia, per non aver ancora ritrovato la perfetta forma fisica, lascia il passo. Lei si rasserena e dice: "Essere mamma è bello. Il momento che amo di più è la mattina, quando Matilda si sveglia. Ho voglia che si svegli: con Ascanio passiamo tutta la notte sperando che non ci costringa a una levataccia. Poi, arriva mattina e non vediamo l'ora che apra gli occhi. Matilda ha il profumo del latte, gli occhi appiccicosi e si stira in un modo che non sembra umanamente possibile.... ". Non avete mai paure? Che la bimba abbia freddo/fame/febbre/sonno?" Non siamo quel tipo di genitori. Quelli ansiosi, che controllano in ogni momento che tutto sia a posto". Sicuro che Matilda non incida sulla vita di coppia? Risponde Ascanio: "Prima Katia mi chiamava sempre quando ero via per il Treno dei desideri. Da quando è nata la bambina è caduto il silenzio. Una volta l'ho anche presa in giro: "Ti volevo ricordare che hai anche un marito, le ho detto al telefono". E le sorride, con aria complice, un filo d'avvertimento nella voce. Il futuro? Ascanio ha una teoria tutta sua sul futuro di Matilda: "L'alleveremo con il cuscino e con il coltello". Come prego? Ascanio: "Deve crescere cazzuta. Non deve tornare a casa da mamma e papà, piangendo perchè non sa affrontare la vita". Sì, ma il cuscino e il coltello? Katia annuisce saggia, sembra conoscere molto bene la teoria del marito. Lo guarda, aspettando che lo spieghi anche a noi. E lui, come fosse un'ovvietà: "Matilda deve essere cuscino per attutire i colpi. E coltello per affondarlo nella vita e andare avanti".
Lavinia Capritti
di <kstaff>
[sabato, 02 febbraio 2008 | 23:51]
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